Io sono Odissea c/o HUBS, Giornale di Brescia, 8 agosto 2026
Aggiornamento: 14 ago
Con l'illustratrice Marta Goglio al lavoro sul libro, l'anteprima alla mostra «Penelopi»Tutto nasce da un fraintendimento infantile. A dieci anni la scrittrice e formatrice Sabrina Corsini immaginò che Odissea fosse un nome proprio femminile, quello di una regina possente in viaggio con le sue "ulisse", compagne di avventura. Da quell'intuizione, molti anni dopo, è nato «lo sono Odissea», progetto in divenire approdato dapprima in radio con una rubrica dedicata alle donne ordinarie che ogni giorno maneggiano lo straordinario. Destinato a diventare una graphic novel insieme alla disegnatrice Marta Goglio, il progetto ha già trovato però una prima forma pubblica. Negli spazi di Palazzo Martinengo, in dialogo con la mostra «Penelopi» di Patrizia Fratus, Goglio ha trasformato le parole di Corsini in un breve film in animazione cutout, accompagnato dalle musiche di Alaa Arsheed.
Il corto è stato presentato sabato 11 luglio ed è rimasto visibile per tutto il fine settimana.
Sabrina, come nasce «Io sono Odissea»?
Nasce da un vissuto reale, sepolto nel tempo, da un fraintendimento infantile. Avevo proprio pensato che Odissea fosse il nome della protagonista e la professoressa si era molto arrabbiata. lo insegno lette re e col tempo questa cosa è ri-
salita, anche perché tutte le volte che mi trovo ad affrontare l'e-pica, mi sono accorta che la maggior parte delle ragazze si identifica nel viaggiatore perché è lui che sta cercando sé stesso. Allora mi sono detta:
orse era un desiderio quello che ho provato da piccola.
E come sta evolvendo?
Ho iniziato a scrivere questa storia cinque anni la e ho trasformato Odissea nella mia
eroina immaginaria difendendo la domanda: chi è che scrive le nostre utopie?
Ho pensato che sarebbe stato l'ideale svilupparlo in una forma grafica, per bambini da 0 a 99 anni. La protagonista sono io, una bambina che si immagina grande.
Una bambina ordinaria o straordinaria?
Ho ripudiato l'idea che si debba essere straordinarie per essere rispettate. Recupero una femminilità ordinaria che, alla fine, è sempre straordinaria. Con la rubrica in radio, abbiamo incontrato tante Ulisse che sono diventate un gruppo in carne ed ossa.
E l'incontro con Fratus?
Patrizia Fratus sapeva del desiderio che «Io sono Odisse» diventasse qualcosa di grafico.
Quindi mi ha presentato Marta Goglio. Abbiamo iniziato a lavorarci e stiamo cercando l'equilibrio. Fratus è stata gentilissima, non è cosi frequente trovare artisti che fanno spazio, senza entrare in competizione, ma in rete.
E la mostra a Palazzo Martinengo?
Abbiamo pensato di presentare questo piccolo trailer di due minuti, che è proprio la temperatura del racconto. Come io ho dovuto far passare del tempo per non sentirmi oltraggioso nei confronti del mito, poi mi sono concessa di viaggiare dentro, andando a destrutturare alcuni stereouipi, cosi Marla ha lavorato per sottrazione, perché parte dal nero e con vari strumenti va a togliere l'in-chiostro, andando a riscoprire la luce nascosta al di sotto.
articolo di GIULIA CAMILLA BASSI



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